MOZZATE SPORT:

 

 SQUALIFICA ASSURDA

 

 

Uno spiacevole episodio ha contraddistinto il weekend di gare dell’8 e 9 dicembre per i master della Mozzatesport: in concomitanza del 22° Memorial Gnecchi, svoltosi presso la piscina Italcementi di Bergamo, la squadra lariana ha visto squalificare uno degli atleti più simbolici e carismatici. Ma andiamo con ordine.

Nella giornata di sabato 8 dicembre le gare sono iniziate all’insegna dei 200 stile libero: bronzo per Francesca Marchesi (M25) in 2’22”29 e argento per Elena Saibene (M30) in 2’35”47. Si prosegue con il terzo posto di Gloria Culuvaris (M30) nei 50 delfino con il tempo di 35”53 e con l’oro di Giuseppe Comunale (M80) nei 50 stile libero in 48”30. E’ proprio quest’ultimo, un fantastico atleta di ottantanni, che decide di cimentarsi in una delle specialità più dure e spettacolari del nuoto: i 400 misti, cioè 100m a delfino seguiti da 100m a dorso, 100m a rana e 100m a stile libero. Durante l’esecuzione della gara l’atleta della Mozzatesport appoggia le mani sul bordo vasca invece che sulle pareti della vasca stessa, venendo pertanto squalificato. Giuseppe Comunale avrebbe concluso i 400 misti con l’ottimo tempo di 11’43”00, tempo che comunque non avrebbe minimamente influenzato la classifica in quanto era l’unico iscritto della sua età. I punti inoltre totalizzati non avrebbero modificato in nessun modo la classifica finale della squadra. Perché dunque penalizzare un uomo di quell’età che si cimenta in un’impresa incredibile, finendo la gara con onore ed energia? Inoltre la decisione dei giudici di gara è stata comunicata agli allenatori della Mozzatesport, Francesco Martuccio e Sara Derudi, (foto)

 

solamente nella giornata successiva, domenica 9 dicembre: in tal modo essi non hanno potuto esporre lamentele in tempo utile per rivedere l’assurda decisione. Il tono polemico di quest’articolo non vuole accusare in prima persona i giudici presenti in quell’occasione, ma sottolineare l’inadeguatezza di un certo rigore becero in un mondo sì competitivo, ma soprattutto amatoriale come quello del nuoto master. Un mondo le cui basi non sono rappresentate dagli atleti trentenni che nuotano veloci, ma da quegli atleti più maturi che sfidano le regole fisiche e mentali della loro età per offrirci emozioni irripetibili. Credo inoltre, e so che molti master condividono le mie parole, che evitare squalifiche a un atleta di ottantanni non sia sinonimo di debolezza, piuttosto un segno di grande umanità e un premio per chi, come Giuseppe Comunale, si impegnano con determinazione diventando esempio e simbolo per gli atleti più giovani.

Spero vivamente che da quanto accaduto si possa riflettere e rivedere il regolamento master, ammettendo certe “eccezioni” e rendendo queste competizioni più umane e giuste. Nel frattempo la Mozzatesport si stringe attorno a Giuseppe, pronto a tornare in vasca più agguerrito che mai: lui, per i suoi compagni di squadra, ha già vinto.

Dott.ssa Elsa Nerozzi