C. Varese.

 

 

CORONA VIRUS E 

MAGHI DA LEGARE

STORIE E MAGIE

AL PONTE DEL SORRISO 

 

Il Ponte del Sorriso in un periodo così complicato non trascura i bambini in ospedale e cerca comunque di elaborare iniziative di svago e di distrazione dalla malattia. Grazie alla genialità e disponibilità di due maghi cantastorie con i quali collabora costantemente per le attività della sala giochi, è nato il progetto “Maghi da legare: storie e magie al telefono”, partito in questi giorni.

Andrea Natali alias Magico Flop e Paolo Pidoli alias Magico Pongo hanno, infatti, avuto la brillante idea di realizzare spettacoli interattivi con i bambini attraverso il telefono, strumento tecnologico che pur tenendo lontani, accorcia le distanze.

Attraverso un colorato volantino realizzato da Il Ponte del Sorriso, ai genitori vengono forniti i numeri di cellullare di Andrea e Paolo ai quali va inviato un messaggio whatsapp per concordare un appuntamento di video chiamata. All’orario stabilito i due maghi chiamano il bambino ed il gioco è fatto. Non si tratta di un video preregistrato da guardare passivamente, ma di un contatto diretto, reale e non virtuale, con i due artisti.

I bambini si trovano così coinvolti nel mondo della fantasia dove divertenti personaggi e incredibili magie sono proprio lì esclusivamente per loro, possono interagire e diventare protagonisti della storia stessa. Le prime esperienze sono state fenomenali, tanto che i bambini non avrebbero mai voluto straccarsi. “Anche lo schermo entra a far parte dell’illusione: il bambino lancia una pallina e il mago dall’altra parte la prende” dice Magico Flop “e può regalare momenti di intensa ilarità come quando mi alzo di colpo, il bambino, che mi ha visto sempre a mezzo busto,  vede le mutande con i cuori e scoppia a ridere, mentre io fingo di non capire il perchè.”

Magico Flop è un mago per passione, mentre Magico Pongo si dedica a livello professionale all’animazione di feste per bambini. Da alcuni anni mettono la loro creatività e allegria al servizio dei bambini in ospedale portando sempre esibizioni di alto spessore educativo.

La sala giochi è chiusa, i bambini sono costretti a rimanere in camera e quindi diventa fondamentale inventarsi delle proposte che aiutino i bambini a guarire giocando.” Sostiene Emanuela Crivellaro de Il Ponte del Sorriso “ Il personale sanitario ce la mette tutta per rasserenare i bambini, ma la mancanza dei nostri volontari e delle nostre educatrici con tutte le attività ludiche si sente, tanto che un’infermiera ha definito “assordante” la nostra assenza.”

Adesso i bambini possono contare su due nuovi amici, un segno positivo per avere meno paura dell’ospedale.

Lorenzo Fabbro