C. Castellanza.

Castellanza celebra la 26° Giornata

della Memoria e dell’Impegno in ricordo

delle vittime innocenti delle mafie

L’Amministrazione Comunale e l’Associazione culturale Area Giovani, con la collaborazione di Paralleo e Auser, la presenza della Protezione civile e di un trombettista della banda S. Cecilia, hanno ricordato le vittime innocenti delle mafie Sabato 20 marzo in via Montello, negli spazi antistanti i due negozi sequestrati alla criminalità organizzata e che ora sono sede del laboratorio artigianale Parallelo e di Auser.

E’ stata l’occasione per inaugurare le vetrofanie sulle vetrine dei due negozi con la scritta che ricorda che sono immobili sequestrati alla criminalità organizzata.

Al centro della mattinata, la lettura dei nomi delle 1030 vittime della mafia, effettuata quasi in contemporanea in moltissime città italiane che hanno risposto all’invito di Avviso Pubblico e Libera, di organizzare eventi nelle singole città.

Ecco di seguito gli interventi di Alessio Gasparoli, presidente dell’Associazione Area Giovani e di Mirella Cerini, sindaco di Castellanza.

Quest’anno si celebra la 26° Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafia – ha ricordato Alessio Gasparoli – Era il 21 marzo 1993 e sull’autostrada nei pressi di Palermo si ricordava il primo anniversario della strage di Capaci. Tra i presenti, c’era anche Carmela, che, tra le lacrime, si avvicinò a don Luigi Ciotti, chiedendogli come mai il nome di suo figlio Antonino, caposcorta di Giovanni Falcone, e dei colleghi, non venissero mai citati. E’ proprio da quel grido di identità negata che nasce questa giornata del Ricordo.

L’Associazione Culturale Area Giovani, che è sempre stata sensibile a questa tematica, crede fortemente nell’importanza di celebrare questa giornata. Infatti nei nostri anni di attività, abbiamo più volte sensibilizzato i nostri coetanei con eventi e iniziative volte a riflettere su questa problematica, purtroppo diffusa in tutto il Paese.

Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo. E’ proprio questa celebre frase di Paolo Borsellino che ci ha sempre spronato e ci sprona ancora oggi ad impegnarci per un mondo più libero e giusto”.

In tema di lotta alla mafia – ha dichiarato Mirella Cerini – è importantissimo lavorare sulla consapevolezza della comunità territoriale e per questo motivo penso sia doveroso, come amministratore pubblico, “fare memoria” delle vittime innocenti delle mafie.

Leggere i nomi delle vittime è un modo per far rivivere quegli uomini e quelle donne, bambini e bambine, per non far morire le idee testimoniate, l’esempio di chi ha combattuto le mafie a viso aperto e non ha ceduto alle minacce e ai ricatti che gli imponevano di derogare dal proprio dovere professionale e civile, ma anche le vite di chi, suo malgrado, si è ritrovato nella traiettoria di una pallottola o vittima di potenti esplosivi diretti ad altri. Storie pulsanti di vita, di passioni, di sacrifici, di amore per il bene comune e di affermazione di diritti e di libertà negate.

Quest’anno a causa della pandemia non è stato possibile partecipare e organizzare eventi di massa, ma abbiamo comunque voluto fortemente, in collaborazione con l’associazione Area Giovani, questo momento di riflessione e commemorazione, che verrà poi divulgato attraverso i social.

Lo abbiamo voluto organizzare qui, di fronte ai due immobili che sono stati confiscati dal Tribunale di Milano a Zacco Antonino, boss del narcotraffico, acquisiti dal comune di Castellanza a settembre del 2011 e assegnati tramite bando pubblico a due realtà del terzo settore: Officina Casona che ha aperto il laboratorio artigianale “Parallelo” ed Auser che ha qui la sua sede.

Chi usa beni confiscati diventa protagonista di un processo di restituzione alla collettività di quanto le è stato tolto dalla prepotenza mafiosa. E’ in questo modo che la comunità partecipa a una storia di rivincita dello Stato.”

Lorenzo Fabbro